PER MILLE ASABESI !!! QUESTO E' IL SITO DI POPO LUCAS
POPO E GLI ALTRI LUCAS
In
questa parte del mio sito vi parlerò della famiglia Lucas.
Cominciamo da me.
Il mio nome è Popert
Richard Lucas. Sin da quando ero piccolo, però, tutti mi hanno
sempre chiamato Popo. Da bambino mi chiamavano anche Tato, che secondo loro
era un diminutivo di Richard (non chiedetemi come potesse esserlo: non l'ho
mai capito). Da ragazzo ho scoperto quanto sono buoni gli asabesi e la passione
mi è rimasta: ancor oggi ne vado ghiottissimo. Ho cercato così
di coniugare passione e lavoro, mettendo su un negozietto di asabesi e altri
dolciumi. Gli affari, però, non sono andati benissimo: mangiavo più
asabesi io di tutti i clienti messi insieme! Così, su consiglio dei
miei famigliari ho abbandonato il commercio di asabesi (ma non la mia passione
per essi) e mi sono messo a vendere televisori. Non è che fossi molto
competente in materia. D'altra parte fino al giorno prima vendevo asabesi!
La cosa buffa, però, è che c'erano altri commercianti nel ramo
che di elettronica ne sapevano meno di me. E se pensate che la cosa più
sofisticata che ho imparato a fare è programmare il videoregistratore
(spesso sbagliando), capirete a che livello erano gli altri. Comunque, nonostante
la mia insipienza sull'argomento, le cose non sono andate nemmeno malissimo
finché non ha aperto in zona un meganegozio di elettronica che ha sbaragliato
tutta la concorrenza. A questo punto, prima di andare in rosso, ho chiuso
il negozio e sono andato a lavorare con un mio zio che si occupava di traslochi.
Questo mio zio è una delle pochissime persone a chiamarmi ancora Tato,
soprannome che, curiosamente, alterna anche nel giro di pochi secondi con
Popo. Per esempio, se dovevamo portar via un mobile mi diceva: "Allora,
Popo, al mio tre lo tiriamo su, eh, Tato. Uno, due, tre, dai Popo, andiamo
che non pesa tanto, Tato" e così via. Una volta era capitato che
un cliente molto gentile ci aveva offerto il tè e aveva portato tre
tazze. Mio zio beve un sorso e mi dice: "Buono questo tè, eh,
Popo", poi vede che il cliente non prende quella che credeva essere la
sua tazza e gli chiede: "Lei non beve?" Il cliente risponde che
l'ha fatto solo per noi e mio zio un po' sorpreso dice: "Ma ci sono tre
tazze..." E il cliente: "Il signor Tato non prende il tè?"
Forte, mio zio, comunque, con i suoi baffoni. Ora lavoro come impiegato.
Ho due gatti, entrambi neri, che ho chiamato Asabese e Asamao, e un cane,
pure lui nero, di nome Asabau.
Siccome sono un po' ingenuotto e mando
giù tutto come asabesi, da ragazzo mi sono sempre stupito di tante
cose che apparivano misteriose. Un giorno, però, un mio amico che fa
un po' il prestigiatore mi ha fatto vedere un po' di trucchi e poi ho cominciato
a leggere qualche libro sull'argomento. Mi ricordo Viaggio nel mondo del
paranormale di Piero Angela: una rivelazione! I misteri mi appassionano
ancora, ma ho scoperto che investigare è molto più affascinante
che credere a un mistero senza vagliarlo.
Anche i miei animali mi hanno "aiutato" in qualche ricerca. Sentivo
dire che vicino ad un "cerchio nel grano" (che poi non era un cerchio,
ma delle strisce, e non era nel grano, ma nell'orzo) i cani si comportavano
in maniera strana. Allora sono andato con Asabau che si comportava come al
solito. Un'altra volta ero andato a vedere una "salita in discesa".
Dicevano che c'era una forza magnetica che attraeva le auto e quindi se le
mettevi in folle andavano in salita e non in discesa. Ho portato un carretto
fatto tutto di legno e ci ho messo sopra Asabese (Asamao al tempo non era
ancora nato): il carretto sembrava seguire la salita. Ho messo un pacchetto
di asabesi al posto del gatto: stesso risultato. Siccome né il legno,
né i gatti, né gli asabesi sono attratti da forze magnetiche,
ho concluso che non c'entravano niente. In effetti era un'illusione ottica:
c'era lì vicino una strada in forte pendenza e quindi l'altra pareva
un po' in salita, ma in realtà era un po' in discesa. Normale quindi
che auto in folle e carretti (con gatti o asabesi o altro) andassero nella
direzione in cui andavano.
Tornate su questa pagina prossimamente per trovare alcune curiose storie su alcuni miei avi e parenti vicini e lontani.